La dottrina Monroe · L'America Latina trattata da patio trasero
La dottrina Monroe apre la strada alla pretesa degli Stati Uniti di essere i padroni delle Americhe. Nel messaggio del 2 dicembre 1823, James Monroe avverte le potenze europee contro nuove colonizzazioni e interventi nel continente. Washington si attribuisce il ruolo di giudicare ciò che minaccia la propria sicurezza. Il diritto statunitense d’intervento non è ancora proclamato: sarà Theodore Roosevelt a rivendicarlo nel 1904.
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Il patio trasero. Il cortile di casa. È il posto che Washington ha preteso di assegnare all'America Latina: paesi formalmente indipendenti, la cui sovranità deve fermarsi dove cominciano gli interessi degli Stati Uniti.
Chi può governare, con chi si può commerciare, quale potenza può entrare nella regione. La pretesa è decidere al posto di altri popoli. A sostenerla, nel tempo, arrivano occupazioni, governi rovesciati, basi militari e pressione economica.
Cuba attraversa questa storia prima ancora della Rivoluzione. Viene discussa come un territorio da comprare, occupata dopo una guerra d'indipendenza, obbligata ad accettare il diritto d'intervento del vicino. Il bloqueo si capisce anche da qui: dalla pretesa di subordinare le scelte di un paese alla volontà di Washington.
1823 · Chi parla a nome delle Americhe?
Il 2 dicembre 1823 il presidente James Monroe si rivolge al Congresso degli Stati Uniti. Avverte le potenze europee: il continente americano non è più terreno per nuove colonie. Un loro intervento contro i paesi che hanno conquistato l'indipendenza sarà considerato un atto ostile agli Stati Uniti.
È Washington a tracciare il confine e a stabilire che cosa minaccia la propria sicurezza. Le nuove repubbliche latinoamericane non sono chiamate a concordarlo: la dichiarazione viene pronunciata da un presidente statunitense davanti al proprio Congresso.
Monroe non proclama ancora un diritto d'intervento degli Stati Uniti. Nel 1904 Theodore Roosevelt userà proprio il suo nome per rivendicarlo. Il passaggio dall'opposizione al colonialismo europeo alla tutela statunitense sul continente ha autori e date precise.
1845 · Un continente da prendersi
Nel 1845 un articolo a favore dell'annessione del Texas chiama l'espansione degli Stati Uniti «destino manifesto». Il continente sarebbe stato assegnato dalla Provvidenza alla loro popolazione in crescita. L'articolo, anonimo, esce sulla United States Magazine and Democratic Review. La conquista territoriale viene presentata come una missione: chi si oppone ostacola un destino già scritto.
Nove anni dopo, tre diplomatici statunitensi propongono di comprare Cuba dalla Spagna. Nel Manifesto di Ostenda scrivono anche cosa fare se la Spagna rifiuta: qualora il possesso spagnolo dell'isola metta in pericolo gli Stati Uniti, ritengono giustificato prenderla con la forza.
Il paese ha abitanti, una società, una volontà politica. Nel documento ha un prezzo. A decidere se prenderlo con la forza dovrebbero essere gli stessi Stati Uniti, in nome della propria sicurezza. I cubani non hanno voce nella proposta sul futuro della loro terra.
1898 · La pace si firma senza Cuba
Il progetto indipendentista cubano aveva già nominato il pericolo. Nella lettera a Manuel Mercado del 18 maggio 1895, José Martí scrive di voler impedire, con l'indipendenza di Cuba, l'espansione degli Stati Uniti sulle Antille e sulle «nuestras tierras de América»: le nostre terre d'America.
Il 10 dicembre 1898 Stati Uniti e Spagna firmano il Trattato di Parigi. La Spagna rinuncia alla sovranità su Cuba. Il primo articolo stabilisce che, partiti gli spagnoli, l'isola sarà occupata dagli Stati Uniti.
I cubani hanno combattuto per l'indipendenza. Al tavolo che decide il destino dell'isola siedono la potenza coloniale sconfitta e quella che sta per occuparla. Nessun delegato cubano firma. La Spagna se ne va; il diritto dei cubani a governarsi viene rinviato.
1901 · L’emendamento Platt: l’indipendenza alle condizioni dell’occupante
Il Congresso statunitense approva l'emendamento Platt il 2 marzo 1901. La fine dell'occupazione dipende da otto clausole da inserire nella Costituzione cubana o in un'appendice. Due riguardano il diritto di intervenire e le terre per le basi navali.
La Costituente cubana aveva già contestato quelle condizioni. Nel rapporto del 26 febbraio 1901, firmato anche da Juan Gualberto Gómez, la sua commissione spiega che il diritto d'intervento e le basi straniere violano la sovranità dell'isola: accettandoli, Cuba non sarebbe mai indipendente rispetto agli Stati Uniti.
Washington fa di quelle condizioni il prezzo del ritiro. L'articolo III comincia così: il governo di Cuba «acconsente». A scrivere il consenso del paese occupato è il Congresso del paese occupante.
Articolo III · Il diritto di intervenire
That the government of Cuba consents that the United States may exercise the right to intervene for the preservation of Cuban independence, the maintenance of a government adequate for the protection of life, property, and individual liberty, and for discharging the obligations with respect to Cuba imposed by the treaty of Paris on the United States, now to be assumed and undertaken by the government of Cuba.
Che il governo di Cuba acconsente a che gli Stati Uniti possano esercitare il diritto di intervenire per la conservazione dell'indipendenza cubana, per il mantenimento di un governo adeguato alla protezione della vita, della proprietà e della libertà individuale, e per adempiere gli obblighi riguardo a Cuba imposti agli Stati Uniti dal trattato di Parigi, ora da assumersi e adempiersi da parte del governo di Cuba.
Articolo VII · Le terre per le basi
That to enable the United States to maintain the independence of Cuba, and to protect the people thereof, as well as for its own defense, the government of Cuba will sell or lease to the United States lands necessary for coaling or naval stations at certain specified points, to be agreed upon with the President of the United States.
Che, per mettere gli Stati Uniti in condizione di mantenere l'indipendenza di Cuba e di proteggerne il popolo, così come per la propria difesa, il governo di Cuba venderà o affitterà agli Stati Uniti le terre necessarie per stazioni carboniere o navali in certi punti specificati, da concordarsi con il Presidente degli Stati Uniti.
Nel 1934 viene abrogato il trattato che aveva recepito queste clausole. Finisce il diritto d'intervento riconosciuto agli Stati Uniti. Resta Guantánamo: il nuovo trattato conserva gli accordi sulla base finché Washington non la abbandona o i due governi non concordano una modifica. Cuba da sola non può decidere di riavere quel territorio. La tutela viene cancellata dal trattato; una sua conseguenza resta sull'isola.
1904 · Il corollario Roosevelt: la sovranità sotto condizione
Nel 1904 Theodore Roosevelt richiama la dottrina Monroe per rivendicare un potere di polizia internazionale nelle Americhe. Nello stesso discorso indica Cuba e l'emendamento Platt come esempio. Washington si attribuisce il compito di giudicare il comportamento degli altri paesi e di intervenire quando lo ritiene necessario.
È la logica del patio trasero: l'indipendenza degli altri resta subordinata al giudizio della potenza vicina. L'America Latina la contesta anche sul terreno del diritto. La Convenzione di Montevideo del 1933 afferma il principio di non intervento; nel 1936 un protocollo interamericano lo ribadisce. Gli interventi successivi mostrano quanto poco quel limite abbia fermato Washington.
Il cortile ha nomi e cognomi.
Occupare un paese. Armare chi ne rovescerà il governo. Finanziare la guerra contro chi non si allinea. Cambiano gli strumenti: resta la pretesa di decidere al posto degli altri.
Sette paesi, sette episodi documentati. Una selezione latinoamericana, non il totale degli interventi statunitensi. Le categorie possono sovrapporsi. Gli interventi armati comprendono anche forze sostenute dagli USA, non solo truppe statunitensi.
7 paesi visibili
La stessa pretesa, lungo il secolo
Ogni punto indica l’anno iniziale dell’episodio scelto, non tutta la durata dell’intervento. Seleziona un paese per aprire la sua scheda.
Apri un paese: leggi che cosa fecero gli Stati Uniti e il documento che lo prova.
1915–1934HaitiUn paese sotto occupazione
Nel 1915 i marines sbarcano ad Haiti. Washington impone il controllo delle finanze e sostiene l’insediamento di un presidente favorevole agli Stati Uniti. Le truppe restano fino al 1934: diciannove anni in cui la sovranità haitiana è subordinata all’occupazione.
1954GuatemalaUn presidente eletto rovesciato
Guatemala, 1954. La CIA organizza l'operazione che rovescia il presidente eletto Jacobo Árbenz. Cinque anni prima della Rivoluzione cubana.
1961CubaL’invasione organizzata dalla CIA
Il 17 aprile 1961 una brigata di esuli cubani addestrata dalla CIA sbarca alla Baia dei Porci. Kennedy ha autorizzato il piano: rovesciare il governo cubano e sostituirlo con uno favorevole a Washington. L’invasione viene sconfitta.
1965Repubblica DominicanaI marines a Santo Domingo
Repubblica Dominicana, 1965. Gli Stati Uniti sbarcano truppe. Il presidente Johnson dichiara l'obiettivo: impedire un altro Stato comunista nell'emisfero.
1970–1973CileImpedire ad Allende di governare
Cile, 1970–1973. La CIA cerca di provocare un golpe per impedire ad Allende di insediarsi nel 1970; prosegue poi il sostegno clandestino all'opposizione. Lo documenta il suo rapporto al Congresso.
Dal 1981 · sentenza 1986NicaraguaLa guerra dei Contras
Nicaragua, anni Ottanta. Gli Stati Uniti armano, addestrano e finanziano i contras. Nel 1986 la Corte internazionale di giustizia giudica questo sostegno una violazione dell'obbligo di non intervento.
Il 1986 indica la sentenza della Corte, non la fine della guerra dei Contras.
1989PanamáL’invasione di Panamá
Panamá, 1989. Gli Stati Uniti invadono il paese. L'Assemblea generale dell'ONU deplora l'intervento come violazione del diritto internazionale.
L’intervento, dentro l’inquadratura


Il Guatemala viene prima della Rivoluzione cubana. Basta la data a smentire l'idea che questa politica sia nata per reagire a Castro. E in Guatemala e Cile sono nel mirino presidenti eletti: anche il voto può diventare un ostacolo quando il risultato è sgradito a Washington.
1959–1961 · Cuba deve avere un governo gradito a Washington
Dopo la Rivoluzione cubana del 1959, Washington prepara la sostituzione del governo di Fidel Castro. Il programma di azione segreta approvato da Eisenhower nel marzo 1960 fissa due obiettivi: un governo più accettabile per gli Stati Uniti e nessuna apparenza di intervento statunitense.
La scelta del governo cubano viene trattata come una competenza statunitense. Il piano deve produrre il risultato e nascondere la mano che lo impone. È la politica del patio trasero messa per iscritto in un programma operativo.
Baia dei Porci, 1961 · A Playa Girón Cuba respinge l’invasione
Il 17 aprile 1961 la Brigata 2506, una forza di esuli cubani addestrata e sostenuta dalla CIA, sbarca a Playa Larga e Playa Girón. L'operazione preparata sotto Eisenhower viene eseguita sotto Kennedy. Le forze cubane la sconfiggono entro il 19 aprile.
Il governo che Washington voleva sostituire resta al potere. Cuba ha respinto con le armi il tentativo di decidere dall'esterno chi debba governarla.
- Dipartimento di Stato, ricostruzione dell'invasione
- rapporto Taylor, 13 giugno 1961 · FRUS, documento 232
La pressione economica era già nei piani. Il 6 aprile 1960, un anno prima dello sbarco, Lester D. Mallory proponeva di ridurre le risorse di Cuba per provocare fame, disperazione e il rovesciamento del governo. Un memorandum interno del Dipartimento di Stato espone la sofferenza della popolazione come mezzo per ottenere un risultato politico.
Qui il patio trasero entra nella vita quotidiana: per cambiare il governo di un paese, si propone di rendere insostenibile la vita di chi lo abita. Il documento porta una data e una firma. È da questa scelta che parte il racconto del bloqueo.